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Linee di ricerca

Nell’ambito della filologia latina si è occupato in particolar modo degli esegeti virgiliani antichi del I-II sec. e della scoliastica virgiliana tardoantica, con particolare attenzione al testo degli Scholia Vergilii Veronensia, del quale ha dato un’edizione critica nel 1999 (vd.Bibliografia, n. 2).

 

La sua attività di ricerca si è naturalmente intersecata anche con le problematiche offerte dal commento virgiliano di Servio, nella redazione vulgata e soprattutto nella controversa redazione auctior, meglio conosciuta come "Servio Danielino". Il volume edito nel 2000 (vd. Bibliografia, n. 3) rappresenta una riflessione eziologica sul testo degli Scholia Vergilii Veronensia, con un tentativo di ambientazione storico-culturale. Il saggio abbraccia ad ampio raggio le problematiche dell’esegesi virgiliana tardoantica, attuando un ambizioso tentativo di inquadramento complessivo, e tenta di delineare la presenza di fonti comuni attraverso un’analisi comparata di sequenze testuali in opere affini.

 

Le due opere appena nominate hanno avuto una buona diffusione nella comunità scientifica, anche in virtù delle numerose recensioni ricevute. L’edizione degli SV è citata, tra gli altri, dall’autorevole M. Reeve («The Journal of Roman Studies» 90 [2000] p. 205) e più volte da Sebastiano Timpanaro nel suo ultimo lavoro postumo (Virgilianisti antichi e tradizione indiretta, Firenze, L. S. Olschki, 2001).

 

Le tesi di laurea e di dottorato hanno costituito, in progressione di tempo, lavori preparatori alle edizioni a stampa più significative, nella prospettiva che il materiale assumesse una forma compatibile con una pubblicazione.

La consuetudine con la scoliastica antica, ma anche con gli interpreti moderni, stimola lo studioso a occasionali riflessioni sul testo virgiliano, soprattutto nella discussione di passi controversi.

 

Si è occupato anche di storia della filologia in ambito veronese: in particolare ha curato la riedizione di un raro opuscolo contenente una testimonianza diretta sulla scoperta dei primi codici palinsesti presso la Biblioteca Capitolare di Verona (vd. Bibliografia, n. 3).

 

Ha studiato anche i rapporti di Dante e di Boccaccio con il territorio veronese; tale interesse ha dato luogo a qualche intervento di natura divulgativa su riviste a diffusione locale.

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